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sabato 16 gennaio 2010

Officine Aeronautica Sicula Ducrot - Palermo

Se nell’ambito territoriale hanno grande rilevanza i siti minerari ed i tracciati ferroviari, nell’ambito urbano i resti delle grandi strutture industriali, sopravvissuti all’espansione post bellica delle città, assumono particolare interesse e ben si prestano ad una riqualificazione architettonica e funzionale.
Ne è esempio il grande complesso palermitano delle ex officine Ducrot, che dopo il fallimento avvenuto nel 1971, fu destinato alla demolizione da una variante al PRG del 1962.


Oggi si pensa ad un totale recupero dei numerosi padiglioni, distribuiti su un’area di circa 55.000 mq, da utilizzare, tanto come sede di un museo di arte contemporanea che come scuola cinematografica. Situato nei pressi del noto castello normanno della Zisa, il complesso industriale fu realizzato da Vittorio Ducrot, che nel 1902 era divenuto proprietario unico della “Ducrot, Palermo, Successore di G.Golia & C., e di Solei Hebert & C.”. La collaborazione tra il noto architetto Ernesto Basile e la Ducrot, nei primi del secolo, fu un esempio di arte applicata all’industria all’avanguardia in Europa.




La ditta ebbe in quegli anni una notevole espansione produttiva: 200 operai nel 1903, 445 nel 1911, 1000 nel 1913, 2500 nel 1930. Già nel 1907 la Ducrot era registrata alla Borsa di Milano.
Sono di questo periodo le famose produzioni per gli arredi di Montecitorio, delle navi della flotta dei Florio e delle famose architetture di Ernesto Basile. Nel periodo bellico, 1915–1918, con una riconversione della fabbrica si riprodussero idrovolanti cacciabombardieri e negli anni ’40 nell’area sorse la palazzina per gli uffici dell’Aeronautica Sicula (Salvatore Caronia Roberti). L’attività degli stabilimenti cessò completamente nel 1968. Dopo decenni di abbandono, nel 1994, il Comune avviò una parziale operazione di recupero dei capannoni ormai ridotti in pessimo stato, utilizzandoli a scopi culturali: nacquero così i Cantieri Culturali alla Zisa.
Il rapporto con altre realtà produttive e industriali dell’epoca potrebbe portarci al confronto con il resto d’Europa: infatti mentre Behrens progettava gli stabilimenti per l’AEG, i prodotti industriali e la pubblicità, già, in anni precedenti, Ernesto Basile aveva operato nella stessa direzione con la Ducrot.
Stabilimento_Ducrot_in_via_Paolo_Gili
Officine Ducrot in Via Paolo Gili, negli anni 20.


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1 commento:

  1. Mi si accappona la pelle leggendo queste righe. Terra di geni, ridotta in questo stato.....

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